Chapter II #1 - Cent'anni di solitudine

Quando il pirata Francis Drake prese d'assalto Riohacha, nel sedicesimo secolo, la bisnonna di Ursula Iguaràn si spaventò tanto per il suono della campana a martello e per il rimbombo dei cannoni, che perse il controllo dei nervi e si sedette su un focolare acceso. Le bruciature la lasciarono ridotta a una sposa inutile per tutta la vita.

(G.G.Marquez, Cent'anni di solitudine, cap. II)

 

La meravigliosa storia della famiglia Buendia inizia qui. Da un incidente maldestro.

Da una bruciatura che non se ne va, che lascia il segno. Come una scottatura sulla marmitta rovente, quella cicatrice più scura delle altre che marca il polpaccio di ogni vero motociclista. E ogni volta che replichi il gesto di salire sulla moto, stai un po' più attento. La gamba fa un giro più largo. Un gesto quasi impercettibile da fuori. Chi ne è spettatore può perfino pensare sia sintomo di sbruffonaggine più che di spavalderia. Il viso dissimula, come quello che dopo l'incidente abbozza un sorriso, rassicura distendendo le braccia al cielo e garantendo che va' tutto bene. Poi si sente leggero, la vista formicola, il corpo si fa molle e agli altri non resta che guardare, un po' preoccupati e un po' divertiti, sotto i baffi, per non sentirsi troppo bastardi. La realtà è che dalla gamba, da quella cicatrice un po' carbonizzata, che pure ormai sembra guarita, parte una piccola scossa, quasi inavvertibile, ma capace di scompigliare le sinapsi, di deviare la strada a qualche neurone, di far contrarre ancora un po' qualche muscolo. E alla fine si scongiura il pericolo. Perché il metallo incandescente vince sulla carne ma non sull'anima, ciò che non uccide, fortifica. Diceva Nietzsche. Con tanto di baffoni e brillantina nei capelli. Chissà se ha mai indossato una camicia di Plaid.

Chapter II è nato allo stesso modo. Da una serie di incidenti maldestri. Quelli che poi metti in fila, li guardi da una prospettiva diversa, e capisci quanto siano stati importanti. E ora che hai girato pagina, che è finito il prologo, che sei dentro la storia, puoi cercar di trarne qualcosa.

 

Ogni settimana scriverò una piccola riflessione sull'incipit di un secondo capitolo. Non per forza di un libro. Può essere il secondo tempo d'un film, o il secondo episodio. La seconda canzone di un album.

Se avete qualcoasa da suggerire, nn fate i timidi. Mandatemi tutti i suggerimenti che vorrete, tanto probabilmente sceglierò il secondo.